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BERGSDORF DIARY. PART II

New album 11.05.15

Torniamo ancora una volta lì: tra la luce e il profumo di fuoco spento.
L’aria dello studio e i maglioni che indossiamo odorano di legno bruciato, odore persistente ma piacevole, riconoscibile e indelebile all’olfatto, lo sarà per noi, ricordo chiaro e definito, profumo di Bergsdorf.
Il silenzio degli strumenti allieta il procedere ad alzarsi, mentre il Temerario che ogni giorno affronta il fresco mattutino prima di tutti gli altri, anche oggi ci regala un caldo risveglio dedicandosi alla rinascita del fuoco, spentosi durante la notte.

L’occhio si sofferma su un vecchio pianoforte bianco armoniosamente scordato, posto al centro della stanza, è lì che osserva lo studio, lo scruta, emana ispirazioni d’altri tempi. Le sue straordinarie dissonanze creano atmosfere autentiche e reali, una quasi presenza nobile e di spontanea identificazione. E’ lì che nasce amore, si consuma, si fa trasportare, si scontra ed infine si dissolve in un’ultima armonia.
Ci alziamo.
Siamo a casa, colazioni in famiglia. A volte frettolose per incalzare il tempo, caffè e qualche biscotto, altre invece in tutta calma, per sfidarlo, sì così, con pancakes, bacon e sciroppo d’acero. A tavola pensieri sregolati, parole dimenticate, sorrisi assonnati, occhi colmi di intenzioni, frasi a metà.
Esplicite emozioni, abbracci sinceri.
Ora.
Suoniamo.

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